La primavera a Griffintown, un mondo rude, una donna

Marie Hélène Poitras, scrittrice e giornalista canadese, conduce il lettore in un luogo fuori dal tempo e racconta, in un western poetico e malinconico, il drammatico tentativo di resistenza della tradizione alla modernità.

In Griffintown (169 pagine, 15,50 euro), pubblicato da la Nuova frontiera nella traduzione di Ilaria Piperno, i protagonisti sono per lo più reietti, vagabondi, orfani ed ex-prostitute; sono persone semplici, nel cui animo c’è spazio per tutti i sentimenti: odio, rivalità, invidia, vendetta, ma anche amore, coraggio e volontà di realizzare desideri mai mitigati. Le necessità di vita sono elementari, lontane dalla complessità e dalla frenesia del mondo contemporaneo a cui siamo abituati, e forse proprio per questo più umane.

Un omicidio dopo cui ogni vendetta è lecita
È primavera inoltrata quando Griffintown si risveglia da un letargo invernale durato più del previsto. Il freddo pungente ha messo a dura prova la sopravvivenza di uomini e animali nella stagione più rigida. Quando spunta di nuovo il sole, il quartiere può finalmente ricominciare a rivivere: alcuni cocchieri vi fanno ritorno per riprendere la loro attività; i cavalli ancora in salute vanno a occupare nuovamente il loro posto…

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(Griffintown)
di Marie Hélène Poitras

Traduzione di Ilaria Piperno
Cartaceo: brossura con alette, 169 pagg., 15.50€
Ebook: –
Casa editrice: La Nuova frontiera
Collana: Liberamente
Luogo e anno di pubblicazione: Roma 2017
ISBN: 9788883733222

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