Fantasmi sulle tracce di fantasmi: un’inchiesta metafisica

Per Isabel è il romanzo postumo di Antonio Tabucchi, pubblicato da Feltrinelli nel 2013.

In questo volume, l’autore cita sé stesso in diversi passi: si trovano schegge di Di tutto resta un poco e personaggi già incontrati come Tadeus Waclaw Slovacki, già comparso in Requiem, di Isabel, ricorrente in tutta la sua opera, ma anche di Xavier, proveniente da Notturno indiano.
Contiene quindi tutta la poetica di Tabucchi, tutti i temi a cui ha abituato il lettore tramite i suoi romanzi e racconti, ma anche i suoi saggi: è una sorta di summa del suo pensiero, che potrebbe lasciare il sospetto che la scelta di usarlo come testamento sia stata profondamente voluta dall’autore stesso; oppure che, al contrario, non sia mai stato in grado di ritenerlo concluso proprio perché questo continuava ad autoalimentarsi delle esperienze letterarie e di vita.

«Isabel, disse meditativo, Isabel, mio caro signore, in vita mia ho conosciuto decine di Isabel, in Portogallo è un nome così comune, Isabel cosa, un’attrice, una modella o che altro?
O che altro, risposi io.»

La vicenda ruota tutta intorno alla ricerca di Isabel detta Magda, che non si capisce bene chi sia, ma si sa che ha un conto in sospeso con l’io narrante.
Nasce dunque un’inchiesta metafisica intorno a questo personaggio che viene a delinearsi sempre più nitidamente grazie agli indizi forniti da chi l’ha conosciuta ma ora ne ha perso le tracce: un’amica d’infanzia, la tata, una biologa conosciuta all’università, un secondino che l’ha aiutata a fuggire di prigione, un macellaio, un fotografo, un prete, un’astronoma, un poeta fuori dal comune, un violinista e un santone indiano.

L’incontro più intenso è quello con il fotografo Tiago, nel quinto circolo; qui si capisce con certezza che Tadeus è un fantasma, un fantasma sulle tracce di un altro fantasma.

«Mi disse solo: mi lasci filosofeggiare, perlomeno su quest’ultima foto, mi viene in mente che qualcuno ha detto che la fotografia è la morte perché fissa l’attimo irripetibile. Si passò la fotografia fra le dita, proprio come se fosse un gioco di carte, e continuò: ma poi mi chiedo ancora: e se invece fosse la vita?, la vita con la sua immanenza e la sua perentorietà che si lascia sorprendere in un attimo e ci guarda con sarcasmo, perché è lì, fissa, immutabile, e invece noi viviamo nella mutazione, e allora penso che la fotografia, come la musica, coglie l’attimo che non riusciamo a cogliere, ciò che siamo stati, ciò che avremmo potuto essere, e contro questo attimo non c’è niente da fare, perché ha più ragione di noi, ma ragione di che cosa?, forse ragione del cambiamento di questo fiume che scorre e che ci trascina, e dell’orologio, del tempo che ci domina e che noi cerchiamo di dominare.»

Ma questa ricerca, poi, mentre va convergendo verso una risoluzione, sembra anche dissolversi, perdendo di concretezza ed entrando nel mondo del sogno, delle stelle e della magia: infine, scompare totalmente come un cerchio sulla sabbia distrutto da un soffio di vento.

Nella nota finale del libro, firmata dalla moglie Maria José de Lancastre e Carlo Feltrinelli, si racconta la genesi del romanzo: scritto nel corso di alcuni anni, aveva già preso forma nel 1996 (quando Tabucchi lo definisce «una creatura strana come un coleottero sconosciuto rimasto fossilizzato su un sasso»); nel frattempo aveva preso altre direzioni, scritto altri testi, fatto altri viaggi, fino al 2011, l’anno della malattia.

Non si tratta propriamente di un romanzo, quanto piuttosto di un mandala, come suggerito dal sottotitolo e dall’immagine di copertina, ovvero un disegno circolare simbolico che sta ad indicare un percorso più mentale che fisico, derivato dalla cultura buddhista. La sua struttura è concentrica e si esalta la bellezza della parola, del suono, la rivalutazione del significante.

Un romanzo sospeso tra occidente e oriente, tra concretezza e senso quasi religioso, che sfocia nella confessione a un prete del proprio peccato di hýbris attraverso la scrittura. È molto particolare questo breve libro, così pieno di riferimenti ma anche di ulteriori dubbi: forse il tutto vuole essere una chiave di lettura di tutti gli scritti precedenti, e questo spiegherebbe anche il lunghissimo cantiere.


antonio-tabucchi-per-isabelPer Isabel. Un mandala
di Antonio Tabucchi

Cartaceo: brossura con alette, 128 pagg., 13.00€
Ebook: 4.99€
Casa editrice: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Luogo e anno di pubblicazione: Milano 2013
ISBN: 9788807030635

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