Passioni solo attutite e braci mai estinte in un tempo immobile

«Sì, a volte i dettagli hanno grande importanza. In un certo senso fungono da adesivo, fissano la materia essenziale dei ricordi.»

Un viaggio della memoria a ritroso di quattro decenni.
Una lunga attesa, sopportata solo in virtù di una presunta verità che si deve disvelare.
Un’amicizia pura, anzi, probabilmente più di un’amicizia… quasi una fratellanza.

Il titolo originale – la prima edizione ungherese è del 1942 -, tradotto letteralmente, suonerebbe più o meno come un «bruciare le candele fino in fondo».
In italiano, le braci rappresentano forse i due fuochi che continuano ad ardere negli animi di Konrad ed Henrik, ma anche ciò che resta della verità tanto anelata e delle passioni che hanno permesso l’ultimo incontro.

Quello che avviene in un castello ai piedi dei Carpazi dopo ben quarantun anni è un incontro necessario, già scritto, quasi obbligato dal forte senso del dovere di entrambi.

«Le circostanze sono sempre così squallide e banali. Tutto accade sempre per il motivo e nel modo esatto in cui è stato possibile che accadesse.
Non vale la pena, alla fine, preoccuparsi dei particolari. Invece vale la pena, anzi è necessario preoccuparsi dell’essenziale, di quella verità che sola giustifica ai miei occhi l’essere vissuto fino a oggi.»

Konrad ed Henrik sono due amici di vecchia data profondamente diversi tra loro, quasi agli antipodi
L’uno sembra parlare una lingua incomprensibile agli altri se non a pochi eletti, come se custodisse un segreto, sembra nutrirsi e abbeverarsi di cose diverse da quelle che saziano la maggior parte delle persone: la musica al posto delle parole, la solitudine al posto della vita mondana, il dovere vissuto come mero esercizio di vita piuttosto che come incombenza di cui liberarsi appena possibile.
L’altro è un uomo di mondo, che ha successo nel lavoro e nell’amore, come se fosse stato graziato dalla vita, apprezzato da tutti pur senza evidenti meriti: uno di quelli che destano ammirazione mista a rancore in chi non ha le stesse possibilità, economiche e non solo.

Poi, l’amicizia si interrompe per motivi apparentemente inspiegabili, ma la sete di verità non si placa e non si limita a voler conoscere i fatti, si spinge invece a voler comprendere le vere ragioni che hanno determinato questa separazione.
E allora Henrik, radicalmente vincolato al passato, attende per quarantun anni il ritorno di Konrad – così proiettato verso il futuro, verso la fuga -, vivendo in virtù di quell’incontro che, almeno nel suo immaginario, finalmente gli darà le risposte che cerca. Ma a Konrad non basta allontanarsi per decenni, andare fino ai Tropici: c’è una sorta di richiamo della foresta che lo lega al castello di Henrik, quasi ne fosse prigioniero a migliaia di chilometri di distanza.

«Non credi anche tu che il significato della vita sia semplicemente la passione che un giorno invade il nostro cuore, la nostra anima e il nostro corpo e che, qualunque cosa accada, continua a bruciare in eterno, fino alla morte? E non credi che non saremo vissuti invano, poiché abbiamo provato questa passione? E a questo punto mi chiedo: la passione è veramente così profonda, così malvagia, così grandiosa, così inumana? Non può essere che essa non si rivolga affatto a una persona precisa, ma soltanto al desiderio in sé?»

In una sola notte si ripercorrono due esistenze dal punto di vista personale di chi le ha vissute e si comprende come solo l’attenzione al dettaglio possa aiutare a ricostruire la verità. Il confine tra ciò che è lecito e ciò che invece costituisce un tradimento di un’amicizia non è così netto come sembrerebbe ed è piuttosto semplice varcare la linea sottile che separa l’amore e l’odio, il coraggio e la vigliaccheria.

Le braci sono anche quel poco che resta di due vite arse dal desiderio di un incontro, dalla speranza di un ritorno che forse non si rivelerà come lo si era immaginato.
Qualunque spiegazione non basta a risarcire un torto subito: la sete di vendetta non sarà mai placata dalle parole… e allora resta solo il silenzio.


sandor-marai-le-braciLe braci
(A gyertyák csonkig égnek)
di Sándor Márai

Traduzione di Marinella D’Alessandro
Cartaceo: brossura, 181 pagg., 10.00€
Ebook: 6.99€
Casa editrice: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Luogo e anno di pubblicazione: Milano 2008
ISBN: 9788845922572

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