Abitare il vuoto con parole e storie: l’esempio di Andrea Bajani

La risata come unico metodo per soffocare un dolore, per far sentire al mondo la propria voce, per fare rumore.

Al cospetto della morte si è tutti un po’ bambini, come quella che, davanti alla piccola scatola che lo conteneva, ha affermato con orgoglio: «Mio nonno era un uomo libero». Suo nonno era Antonio Tabucchi, e protagonista di Mi riconosci – romanzo di Andrea Bajani – è la sua morte.

È una morte che non lascia dormire chi resta, che richiede ai presenti pudore e rispetto; una morte che si impone in tutta la sua presenza, nella frenesia dei movimenti inconsulti, degli squilli di telefono, dell’andirivieni di taxi, dell’imbarazzo delle formalità.

Ma protagonista è inevitabilmente anche la vita, quella condivisa nei quattro anni di amicizia con Andrea Bajani; il suo addio al grande maestro non poteva che trovare forma su carta, in un racconto frutto di un processo che sarà sicuramente parso molto arduo ad uno scrittore che per sua natura è poco incline a mostrare la propria sfera personale al grande pubblico.

Dalla sua penna esce una prosa delicatissima, che trasforma in letteratura universale quello che è per sua definizione un percorso intimo: ognuno può individuare il personale Tabucchi tra le guide ispiratrici della propria esistenza.

C’è necessariamente dell’autobiografico in questa storia, nonostante nasca a causa della letteratura e in essa si sviluppi: non può che derivarne un racconto che ricorda tanto i dialoghi tra fantasmi delle opere di Tabucchi.

«Se l’ignoranza fosse un vuoto, mi dicevi, sarebbe facile riempirlo di cose, di cultura, di civiltà. Ma l’ignoranza, caro mio, è un pieno. È un muro, e i muri si possono solo abbattere, oppure scavalcare.»

Solo in un secondo momento emerge l’assenza, che è tuttavia più presente che mai: si tratta di un vuoto presto riempito dalle fotografie che sembrano parlare, dai ricordi ancora vivi, dalle lettere mai sbiadite, dai messaggi scambiati. Come quel verso di Rilke tratto dai Sonetti a Orfeo– che dà il nome al romanzo – inviato in un messaggio dal maestro all’allievo, che sembra presagire ciò che sarebbe successo: la riconoscenza da un lato, il riconoscimento dall’altro.

Mi riconosci è la storia di un’amicizia, quella tra un giovane scrittore promettente e uno già famoso e celebrato a livello internazionale: il primo subisce il fascino del secondo, mentre il secondo cerca, con curiosità, voci originali tra le nuove generazioni.

Quasi un colpo di fulmine, o forse un segno del destino.

Le telefonate che attraversano l’Europa nel cuore della notte parlano di letteratura, ma anche dell’amore per un Paese nel quale tuttavia non si può più fare ritorno, un Paese non libero.
Il Tabucchi che emerge da queste pagine è un fratello maggiore e protettivo, un padre che sceglie il proprio figlio e ne è ricambiato. Ma con la malattia la prospettiva è rovesciata: la voce si indebolisce sempre di più, la rabbia nel vedere il proprio Paese d’origine non riesce più a essere urlata, ne prendono il posto i colpi di tosse, i dialoghi mancati e le decisioni comunicate dalla moglie, quasi fosse un’ambasciatrice.

Quelle che trattano di un corpo che diventa la trincea dell’anima sono forse le pagine più intense, ma anche quelle più disturbanti, più materialistiche. Ed è qui che è quasi naturale chiedersi se sia eticamente corretto raccontare la morte di una persona realmente esistita e, in caso affermativo, con quali mezzi. Bajani lo fa con uno stile pulito, evocativo, mai eccessivamente ricercato, tra un’intonazione di fado e la descrizione del coccodrillo di una finta Lacoste (già vista in Requiem) che si rifiuta di stare attaccato alla maglia.

I capitoli sono ventidue più uno, per un totale di ventitré, come ventitré settembre è la data di nascita del maestro.

«Fino a quando poi, in mezzo a quella notte, due giorni prima di sparire, con tuo figlio seduto accanto a te, e tua moglie, tua figlia e tua nipote ciascuna a rivoltarsi dentro il proprio letto, ecco, lì, dentro quella notte poi il racconto era finito, così come finiscono i racconti, che semplicemente non c’è più niente da dire.»

Mi riconosci riesce in quello che forse potrebbe dirsi un miracolo: restituisce, anche solo per il breve tempo di questa lettura, un Tabucchi inedito, ma allo stesso tempo familiare.


andrea-bajani-mi-riconosciMi riconosci
di Andrea Bajani

Cartaceo: brossura con alette, 144 pagg., 12.00€
Ebook: 8.99€
Casa editrice: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Luogo e anno di pubblicazione: Milano 2013
ISBN: 9788807019432

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